MRF: UNA REALTA’ TRATTA DA UN FILM

11223486_934119933277396_4381137231068068419_n

Ho sempre creduto alle favole. Quando ho scritto Mirafiori Lunapark mi sono chiesto che cosa avrebbero fatto i pensionati del quartiere, se avessero avuto in dono il potere di realizzare i loro sogni. “Un lunapark dentro la fabbrica”. Impegnati, come sono tutti i giorni, a intrattenere i loro nipotini.

Io, nel frattempo, immaginavo una favola. Raccontare in modo poetico il mio quartiere con tre grandi attori, un regista esperto come produttore e Rai Cinema, il Ministero dei Beni Culturali e la Film Commission Torino Piemonte a sostenere economicamente l’opera.

Evidentemente Mirafiori è un quartiere dove si realizzano i sogni dei suoi abitanti, visto che Mirafiori Lunapark è rimasto in visione a Torino dal 27 agosto per sette settimane al Cinema Romano, al Cinema Eliseo e al Teatro Agnelli e, poi, in un tour fortunato nelle principali città italiane.

Ma la favola non aveva ancora un lieto fine. Sorprendente. Magico. Surreale. Così, improvvisamente, senza cercarlo, ho ricevuto un grande dono dal destino.

Dall’11 gennaio sono diventato “responsabile culturale” dello spazio MRF di corso Settembrini 164. L’ex DAI, il centro logistico FIAT,  la fabbrica in cui lavoravano i miei genitori, dove mia madre mi ha portato in grembo fino agli ultimi mesi di gravidanza.

Ora ne ho le chiavi. Sono grandi come quelle che servono ad aprire la buca delle lettere o un cassetto dei desideri. Ogni settimana organizzo sopralluoghi collettivi con operatori culturali.

957_IMG_3231

L’incarico mi è stato affidato da Torino Nuova Economia, la società pubblica che aveva concesso l’uso di un capannone per girare Mirafiori Lunapark.

Sembra una realtà tratta dal mio film, perché lo spazio MRF è ancora in fase di ristrutturazione. Ci sono 2mila metri quadri attrezzati e messi a norma, la vecchia sala mensa e un’ampia tettoia per eventi all’aperto. Si sente la fabbrica. Il lavoro e la fatica di migliaia di torinesi. Si vedono immensi spazi vuoti. S’immagina che cos’era Torino e che cosa può diventare.

È un luogo suggestivo, riaperto dopo dieci anni, senza investimenti faraonici. Un’operazione brillante voluta dall’amministratore delegato Davide Canavesio. Con un concorso internazionale – www.concorsomirafiori.it – si selezionerà il progetto per farne un centro culturale, nel frattempo, l’area diventa fruibile per la città. Ogni evento l’arricchisce e ne rende possibile un altro. Ogni iniziativa porterà una ricaduta sul quartiere.

Per organizzarci una manifestazione è necessario avere un animo poetico, visionario, anticonformista. Artistico e sociale.

A MRF sembrerà di entrare in un film, dove tutti, però, diventano protagonisti.

Stefano Di Polito

PS. Ah… dimenticavo, se volete fare un sopralluogo o proporre iniziative, potete scrivermi a mrf@torinonuovaeconomia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *