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un film documentario per la regia di

Stefano Di Polito

prodotto da

Magda film

PREMIO DEL PUBBLICO

SCHEDA TECNICA

regia: Stefano Di Polito
durata: 70 minuti
anno: 2019
prodotto da: Silvia Innocenzi, Mimmo Calopresti, Giovanni Saulini
produzione: Magda Film
sceneggiatura: Stefano Di Polito
montaggio: Giuseppe Bisceglia
musiche: Johnny Lapio & Arcote Project
Realizzato con il sostegno del Piemonte Doc Film Found – Fondo regionale per il documentario – Film Commission Torino Piemonte

Sinossi

Alla vigilia di uno spettacolo teatrale i bambini di due classi seconde elementari, composte in prevalenza da figli di immigrati, raccontano l'attesa per il loro saggio.

I piccoli protagonisti provano per l'ultima volta le scene dello spettacolo: è una favola ambientata nel quartiere di Porta Palazzo simbolo dell'immigrazione a Torino.

Racconta di una notte in cui un fulmine colpì l'orologio sulla torretta e fece cadere la lancetta dei secondi: da allora nel mercato più multietnico d'Italia tutti vivono in attesa che qualcuno faccia ripartire il tempo.

Accanto alle emozioni dei bambini il film documentario mostra le attese delle loro famiglie: c'è chi teme lo sfratto, chi cerca un lavoro, chi vorrebbe far crescere i figli in un mondo più sereno.

Waiting descrive anche lo stato d'animo di alcuni minorenni giunti in Italia senza le loro famiglie e di un richiedente asilo che aspetta gli esiti della commissione.

Nella favola sono i bambini a spiegarci che cosa si può fare per sbloccare il tempo.

Osservando da vicino come funzionano gli orologi antichi scoprono che il contatto tra gli ingranaggi deve essere perfetto.

La stessa soluzione dovrebbe funzionare nella vita di tutti i giorni.

Per interrompere l'attesa e tornare a prenderci cura di chi vive attorno a noi, l'unica
soluzione è ristabilire il contatto tra gli esseri umani.

NOTE DI REGIA

In Italia 1 minore su 8 vive in condizioni di povertà assoluta mentre 825mila bambini nati nel nostro paese attendono la cittadinanza italiana.

Waiting è un film documentario che vuole portare l'attenzione sui diritti dei minori raccontando due scuole multiculturali di Torino, dove la percentuale di figli di immigrati raggiunge il 95% e mostrando anche le attese delle loro famiglie.

Nelle scuole ho incontrato la vitalità dei bambini e la loro bellezza come metafora di una società del futuro, incentrata sulla convivenza pacifica e gioiosa tra culture diverse.

Nelle famiglie mi ha sorpreso la dignità con cui resistono alla crisi economica che rende sempre più difficile la vita.

Ho scelto di girare Waiting perché stiamo vivendo tutti in un periodo di attesa, anche chi osserva quanto sta capitando, senza intervenire o prendere posizione.

Alle attese già snervanti legate al lavoro, alla casa e ai documenti, in quest'ultimo periodo abbiamo vissuto simbolicamente anche l'attesa nei porti o nel Mediterraneo.

La situazione sta peggiorando politicamente e socialmente e queste persone spesso non hanno il diritto di votare, di esprimersi, di chiedere dei cambiamenti.

Subiscono le scelte dall'alto, si dà per scontato la loro sofferenza.

Si è creata una distanza che prima non c'era, ci sono forti conflittualità. Si respira rancore e aggressività. Razzismo. Queste barriere si creano spesso perché non si conoscono a fondo queste persone, non ci sono momenti di incontro e di confronto, si sono ridotte le relazioni.

C'è la società civile che s'impegna per ricucire questo strappo ma ultimamente viene spesso osteggiata, penso alle ONG, come Save The Children o alle associazioni cattoliche e laiche che lavorano quotidianamente con gli immigrati.

E poi ci sono le scuole “multiculturali” come quelle di Porta Palazzo, le scuole “Parini” e “Aurora”, che dovrebbero essere protette, che andrebbero sostenute, perché hanno un ruolo importantissimo nella società.

Queste scuole sono un laboratorio del futuro. Un laboratorio di pace, di convivenza, di tolleranza. Di amicizia. Costruiscono per prime l'Italia del domani. Ci lavorano maestre e maestri molto attenti, disponibili, che s'impegnano con tutte le loro energie. Anche loro non possono essere lasciati da soli.

Credo che tutti dovrebbero passare del tempo in queste classi. Si romperebbero molti pregiudizi. Per questo mi sono voluto soffermare molto sui bambini. Sul rapporto che hanno tra di loro, nonostante le origini diverse. Sono il miglior antidoto contro il razzismo.

L'ho fatto perché credo si debba ritornare all'umanità. Nel documentario riprendo le prove di un laboratorio teatrale sul tempo che ho condotto con Marta Di Giulio durante il Festival della Cultura dal Basso, organizzato con l'associazione culturale Babelica.

La missione dei bambini era far ripartire l'orologio sulla torretta di Porta Palazzo. Da sempre me lo ricordo fermo. La morale della fiaba è che il tempo riparte solo se il contatto tra gli esseri umani è perfetto, come tra gli ingranaggi di un orologio.

La rinuncia allo ius soli e l'aumento delle discriminazioni razziali non ci aiutano a costruire una società migliore.

Le Istituzioni dovrebbero investire sui minori, soprattutto se possono esistere delle difficoltà economiche. Dovrebbe essere il tema principale su cui l'opinione pubblica si confronta e si arrovella fino a trovare una soluzione.

Che futuro ha il nostro paese? Che futuro hanno i bambini che nascono e crescono in Italia?

Contatti
MAGDA FILM SRL
Via del Velodromo 15 - Roma
magdafilms@gmail.com
Tel. 06 92593120